Il comunicato stampa che invita le vittime a tutelarsi giudizialmente
SEGNALAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE “GLASNA” AGLI ABITANTI DELL’ALTA VALMARECCHIA - giugno ‘99
E’ in atto nella media e alta Valmarecchia un vasto fenomeno di truffe commerciali, poste in essere da un operatore locale che svolge produzione-vendita diretta di beni d’arredamento.
Sono molte decine le persone circuite negli ultimi anni, ognuna per svariati milioni.
L’operatore consegna la merce, poi, ingannando l’acquirente o addirittura falsificandone la firma, ottiene di far figurare la pattuizione di interessi al 28% a cui, nella maggior parte dei casi, non pare applicabile la nuova legge sull’usura (all’epoca della contrattazione non era ancora vigente).
Bisogna sapere che clausole di interessi scritte in una normale bolla d’accompagnamento, anziché nell’ordine d’acquisto, non sono valide in quanto idonee a sorprendere la buona fede. Ma anche la clausola di interessi contenuta nell’ordine può essere nulla in quanto frutto di raggiro. In alcuni casi il venditore consegna pezzi non richiesti, facendo figurare una vendita in modo da esigere un prezzo mai pattuito.
L’operatore evita di riscuotere per anni, proprio allo scopo di avvantaggiarsi degli interessi capestro che è riuscito a far figurare, e oggi cerca di portare alle estreme conseguenze la sua strategia, attivando decine di cause contro quelli che ritiene suoi debitori. Chi ha comprato per cinque milioni, subisce ingiunzioni di pagamento anche per cinquanta, per lo più per interessi assurdi che l’acquirente non ha mai inteso pattuire. In una di queste operazioni l’operatore è stato scoperto e ha subito una condanna penale.
L’unica ragione per cui il commerciante, dopo avere ingannato il consumatore, può permettersi di fare cause civili per farsi pagare cifre esorbitanti mai pattuite, è che ogni debitore, singolarmente preso, dovrebbe contrastare le false prove documentali con testimonianze dirette (di difficile utilità processuale), oppure con la denuncia per falso. Le persone, vedendosi notificare un decreto ingiuntivo formalmente corretto, rinunciano pagano, con grandi sacrifici. Solo unendo le loro testimonianze i truffati possono portare davanti al giudice competente, in forma contestuale, un materiale probatorio schiacciante, consistente nelle testimonianze incrociate che tutte le vittime possono rendere sui raggiri posti in essere dal venditore. D’altra parte una causa civile attivata da un consumatore ha già dimostrato la sostanziale inattendibilità della documentazione di vendita dell’operatore.
Si devono sospendere immediatamente, per quanto possibile, i pagamenti esorbitanti, e coalizzare le forze in modo che ogni consumatore possa difendersi attraverso la testimonianza concorde di coloro che sono nella stessa situazione. Chi ha già subito il pignoramento può ancora tutelarsi e forse ottenere la restituzione.
L’associazione Glasna ha già da tempo iniziato la raccolta di testimonianze concrete sulle molte forme in cui la speculazione viene attuata. Più ne verranno raccolte, più sarà facile fermare i pagamenti o recuperare le somme perse. Invitiamo i cittadini della vallata a reagire in forma civile e legale ai soprusi descritti. Avvocati della vallata sono già stati contattati per concertare una tutela coordinata.
L’Associazione è disponibile per raccogliere le segnalazioni e la descrizione dei fatti presso la sua sede. Lo scopo è quello di fermare una volta per tutte queste operazioni vergognose con gli strumenti della legge.
L’associazione Glasna
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