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23/5/03

 

LLETTERA

 

 

Spett. Comune di Rimini  - Sig.Sindaco

Residenza Municipale

Spett.Provincia di Rimini - Sig.Presidente

P.Bornaccini 1

Egr.sig.Prefetto di Rimini 

v.IV Novembre 40  - Rimini

Spett. ANAS Forli

v.Icaro 80 - Forlì

 

 

 ‘Glasna’ è un’associazione di cittadini, con sede a Rimini, avente l’obiettivo di promuovere una diffusa cultura del consumatore e del cittadino utente.

Dal gennaio 1995 i nostri iscritti ci segnalano situazioni in cui la trascuratezza o atteggiamenti scorretti danneggiano in qualche modo la collettività, ledendo quei diritti o interessi diffusi la cui tutela non è pensabile se non in chiave collettiva.

 

 

Con la presente segnaliamo alle autorità in indirizzo, ciascuna per quanto di sua competenza, una situazione di “inquinamento pubblicitario” che è stata fatta oggetto di studio e censimento da parte di nostri associati.

 

Si tratta della proliferazione di cartelloni pubblicitari o pseudo-segnaletici, sui margini delle strade pubbliche, senza il rispetto di distanze o di norme di sicurezza, e con degrado del valore visivo-ambientale.

 

La situazione censita riguarda la superstrada di S.Marino, il tratto di Circonvallazione Nuova fra l’incrocio di v.della Grotta Rossa fino alla congiunzione con la via Emilia, e proseguendo in via Turchetta e via Circonvallazione ovest.

Le pannellature e i cartelloni pubblicitari fuori norma diminuiscono la visuale dell’automobilista, e anche la percezione del panorama da parte degli abitanti.

Il danno estetico e paesaggistico è oggettivo, anche a prescindere dall’eventuale violazione di norme.  Vi sono situazioni in cui maxi-pannellature coprono paesaggi e ambienti di interesse anche turistico, come spesso nel caso della copertura del panorama verso il monte Titano.

 

Quando poi vi sia violazione di norme, è chiaro che si assiste anche al peggioramento della sicurezza sulle strade, sia per l’effetto di distrazione provocata sull’automobilista, sia per l’effetto di oscuramento di curve o di elementi di viabilità. Talvolta poi le pannellature coprono le adiacenze, o oscurano altra segnaletica di interesse stradale.

 

Non si sta parlando di cartellonistica ‘abusiva’ (intendiamo cioè, non segnalata agli uffici competenti): si sta parlando di cartellonistica che presumiamo autorizzata, però installata in posizioni irregolari.

 

I profili di illiceità riscontrati, e che ci  permettiamo di segnalare con apposita documentazione fotografica, riguardano le norme del Codice della Strada, e in particolare le disposizioni che riguardano :

a)      distanza di 3 metri dalla carreggiata;

b)      prossimità a semafori, incroci, calvalcavia e curve.

c)      abbinamento e interferenza con segnaletica stradale

Rileviamo anche che taluni segnali potrebbero essere leciti quanto alle distanze, ma vietabili discrezionalmente dall’ente proprietario, per valutazioni di oggettiva pericolosità in base al contesto stradale.

 

Un altro significativo profilo di illiceità è l’uso surrettizio di segnaletica di rilevanza territoriale (segnalazione di siti industrali commerciali o artigianali) a mero scopo pubblicitario (cfr. art.134 c.7 regolamento di esecuzione del Codice della Strada): cartelli di colore marrone che dovrebbero indicare la vicinanza della sede aziendale ‘a valle’ del segnale che introduce alla zona commerciale, mentre invece vengono utilizzati su strade di grande scorrimento, e ripetuti anche decine di volte: con evidente distorsione dalle finalità consentite e proprie del tipo di cartello.

 

Curioso anche il fenomeno, per noi incomprensibile, della reiterata segnalazione di ‘possibile attraversamento di selvaggina’, scomposta in una pluralità di cartelli susseguenti a distanze determinate (“per km.1.7”, “per km.2.4”, “per km.0.7”…), senza soluzione di continuità, quando basterebbe, secondo logica, preavvisare di una determinata distanza onnicomprensiva una volta per tutte (gli animali non percepiscono la differenza fra un segmento e l’altro!).  

 

E’ fra l’altro evidente che un eccesso di informazioni (“inquinamento pubblicitario” e anche “inquinamento segnaletico”) determina confusione e disabitudine a porre la dovuta attenzione alla segnaletica stessa. Come rileva saggiamente la Direttiva 24-10-2000 (“sulla corretta ed uniforme applicazione delle norme del codice della strada in materia di segnaletica”), “l'effetto negativo del descritto fenomeno sta nella impossibilità da parte dell'utente di percepire correttamente e con immediata utilità il messaggio del segnale stesso. Talvolta, specie nelle intersezioni, l'indecisione dovuta alla non perfetta e tempestiva percezione dell'informazione può essere causa di intralcio o di pericolo”.

 

Pensiamo che una maggior sensibilità e attenzione verso il nostro territorio, che si esprima in azioni concrete e coerenti, porti ad una migliore qualità ambientale e urbana. Per questo ci affidiamo all’iniziativa delle autorità pubbliche interessate: con il ripristino immediato della regolarità stradale guadagneremo tutti in maggior sicurezza e in un paesaggio più gradevole.

 

Non tutte le fotografie che alleghiamo evidenziano situazioni di illiceità; tutte però vogliono evidenziare un fenomeno che potremmo chiamare di ‘inquinamento pubblicitario’, a danno della sicurezza e del paesaggio. Laddove accanto alla foto non risulta indicato un ‘commento’, è implicita la violazione della distanza di tre metri.

 

Chiediamo quindi agli enti in indirizzo di farsi parte diligente presso gli organi competenti per la soluzione più rapida possibile del problema.

Crediamo che un “disinquinamento pubblitario” possa regalare a Rimini una migliore ‘visibilità’ …. in tutti i sensi!

 

Chiediamo di essere informati dell’esito del procedimento.

 

Cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.

 

Per l’Associazione Glasna

avv.Enrico Gorini

 

Allegati:

1) estratto dalla direttiva 24-10-2000

2) documentazione fotografica sui tratti stradali di cui sopra


 

ESTRATTO DALLA DIRETTIVA 24-10-2000

(G.U. 28-12-2000, n. 301)

 

1.2

“è opportuno ricordare che dalle analisi dei dati ISTAT sulla sinistrosità stradale, la distrazione o la indecisione risultano tra le cause più ricorrenti di incidenti. Numerosi sinistri stradali, infatti, derivano dall'assenza di segnaletica, dall'inadeguatezza della stessa rispetto alle condizioni della strada e del traffico, dalla sua tardiva o insufficiente percepibilità, dalla collocazione irregolare, dall'usura dei materiali o dalla mancata manutenzione, ovvero dall'installazione in condizioni difformi dalle prescrizioni del regolamento

 

5.3.2

Ulteriore anomalia è costituita dal numero eccessivo di segnali nello stesso impianto con commistione di segnali diversi per caratteristiche di visibilità o con contenuto pubblicitario. Si richiama in proposito il rispetto della norma di cui all'art.77 del Regolamento.

L'effetto negativo del descritto fenomeno sta nella impossibilità da parte dell'utente di percepire correttamente e con immediata utilità il messaggio del segnale stesso.

 

6.1

I segnali devono essere percepiti tempestivamente, letti correttamente, in modo inequivocabile ed in tempo utile perché l'efficienza e la sicurezza della circolazione dipendono anche dalla qualità delle informazioni che sono trasmesse all'utente della strada.

 

 
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