Sito ufficiale dell’ASSOCIAZIONE
“la strada verso la trasparenza”
RIMINI
tel-fax .0541-776445
trasparenza@glasna.org
‘Glasna’ è una libera associazione indipendente, con sede in Rimini, avente l’obiettivo di promuovere una diffusa cultura del consumatore e del cittadino, all’insegna della trasparenza dei rapporti.
I “glasnadieri” segnalano situazioni in cui la trascuratezza o atteggiamenti scorretti danneggiano in qualche modo la collettività, ledendo diritti o interessi diffusi la cui tutela non è pensabile se non in chiave collettiva. L’associazione promuove la legalità e la trasparenza nei rapporti civili e commerciali.
Lo stile di azione è di essere elemento di rottura, piuttosto che di sola 'mediazione' . La militanza si esprime, oltre che nell’intervento di denuncia o nell’azione giudiziale, nel monitorare le situazioni generatrici di slealtà, provocando il ‘caso’ allo scopo della loro emersione e repressione.
Presidente dell’associazione: avv.Enrico Gorini – enricogorini@libero.it
consigliere: Manuela Angelini – manuela.angelini@tin.it
Glasna si autodefinisce scherzosamente "braccio armato dei consumatori”: eccone la FILOSOFIA
LA “CAMPAGNA” DI OGGI (iniziata nel giugno 2004) – L’inquinamento “cartellonistico”

Abbiamo intrapreso di recente una campagna legale contro l’inquinamento pubblicitario delle strade. L’impegno è di far sparire (o talvolta solo spostare) centinaia di cartelloni pubblicitari o ‘pseudo-industriali’ nelle vicinanze di Rimini, in contrasto con le norme di sicurezza dettate dal codice della strada (il supporto è troppo vicino alla carreggiata, oppure in prossimità di una curva, o di un semaforo, o di un incrocio, o su cavalcavia). Il fenomeno non è solo riminese, e ci attendiamo sostegno da altri gruppi sensibili al territorio, per una campagna nazionale a vasto raggio.
Gli enti pubblici proprietari delle strade guadagnano dall’introito dei diritti di affissione, i proprietari dei terreni dall’affitto dell’installazione, le agenzie pubblicitarie dall’affissione, i commercianti dalla reclame visibile sulla strada. Chi ci perde sono tutti gli utenti della strada, che viaggiano su strade più insicure (in quanto la proliferazione cartellonistica crea esitazioni alla guida o confusione segnaletica), e che vedono sfigurati i paesaggi delle nostre campagne: cioè una delle più belle ricchezze d’Italia.
Si parla dunque di danno al paesaggio, aumento del livello di pericolosità stradale per ‘confusione segnaletica’: vedi il COMUNICATO STAMPA (2003).
Ad oggi (gennaio 2005) si registrano per lo più risposte 'burocratiche' e dilatorie.
Vuoi entrare nella campagna ? hai idee o proposte ? CONTATTACI trasparenza@glasna.org
ALCUNE INIZIATIVE CONCLUSE
Un esempio di segnalazione di pubblicità offensiva, ‘degradante’ e ingannevole: Slimming Dimagrante (testo di denuncia valido sia per il Garante per la Pubblicità e il Mercato, sia per il Giurì di autodisciplina pubblicitaria : LA DENUNCIA.
(La pubblicità è stata inibita dal Garante – pende giudizio al TAR)
Un esempio di segnalazione di pubblicità ingannevole per mancata indicazione del prezzo effettivo in una vendita a rate: il caso Mancinetti - la DENUNCIA (la pubblicità è stata inibita).
Un caso drammatico di truffa ‘permanente’ in Val Marecchia (RN). Il commerciante che arrivava a decuplicare il prezzo di vendita grazie a sofismi formali, e anche a vincere le cause, avvalendosi dell’omertà delle vittime. La lettera ai giornali che denunciava il fenomeno e invitava gli abitanti a reagire con azioni giudiziali collettive, allo scopo di rompere la spirale perversa del meccanismo attivato dal commerciante (non si è potuto raggiungere lo scopo desiderato per il clima di rassegnazione e sfiducia degli interessati, che non ha consentito alcun tipo di collaborazione). Il COMUNICATO STAMPA con cui si cercò di rompere il circolo vizioso dell’omertà.
Un esempio di azione giudiziale contro l’invio di materiale non richiesto: il caso Sans Egal – LA CITAZIONE IN GIUDIZIO (sentenza favorevole al ricorrente)
Lo strano (ed eclatante) caso del NOTAIO FERRI. Il caso scoppia nel ’97 e Glasna, che lo solleva, si ritrova sulla prima pagina del Corriere della Sera.
Il notaio protagonista del caso riscuote l’imposta di registro dai clienti all’atto del rogito, e all’insaputa di tutti ne omette il versamento all’Ufficio del Registro. Il sistema dei controlli, pur attivato, non serve a fermare il notaio, il quale può così continuare tranquillamente a frodare fisco e clienti per più di un anno; il fisco se ne accorge con grande ritardo, dopo che a centinaia erano caduti nell’imbroglio. In virtù di cd.‘solidarietà tributaria’, il Fisco esige una seconda volta l’imposta dai clienti ignari, non avendo potuto incamerare dal notaio responsabile. I ricorsi tributari di primo e secondo grado vengono rigettati, pur ‘a malincuore’, poiché si ritiene che la solidarietà tributaria sia l’unico principio giuridico effettivamente applicabile. L’attuale ricorso in Cassazione è teso a dimostrare per la prima volta che in Italia il notaio, se vuole, può impedire la corretta esecuzione dell’imposta di registro anche al più diligente dei contraenti (se così sarà dimostrato, infondata sarebbe la pretesa dell’Erario di aggravare il contribuente due volte per la stessa imposta, per un fatto ascrivibile unicamente al terzo – cioè il notaio). – il RICORSO IN CASSAZIONE per 60 ricorrenti (pendente).
La prima azione giudiziaria ‘collettiva’ in Emilia-Romagna contro clausole contrattuali ‘abusive’. Glasna per prima ha intrapreso un’azione ‘collettiva’ a difesa di un consumatore danneggiato da clausole ‘vessatorie-abusive’ del commerciante. Glasna è stata affiancata in corso di causa da Federconsumatori, in quanto vennero sollevati dubbi sulla capacità di Glasna di poter rappresentare in giudizio gli interessi dei consumatori, non avendo estensione territoriale significativa o quantità di soci rilevante su base nazionale.
La causa è pendente, in futuro aggiorneremo questa sezione con la sentenza in ipertesto.
Casistica varia e opinioni su temi specifici
Come riconoscere le scorrettezze e, soprattutto, come raddrizzare certi comportamenti scorretti.
Il costo del “coperto” in un locale può essere determinato in percentuale ?
L’esercente di un negozio può rifiutare a suo piacimento un pagamento con carta di credito, quando sia convenzionato con lo stesso circuito ?
Come difendersi da atti di tabagismo in un locale pubblico ?
Leggi la CASISTICA VARIA
La pagina dei links (in elaborazione)
Contattaci: trasparenza@glasna.org
|